Login | Registrazione | Contatti | Mappa Sito

domenica 5 settembre 2010

blank
 
Utenti online:7
 
GRAZIE  PADRE
 
Grazie o Padre
per la natura,
quando contempliamo
le meraviglie del mondo,
la nostra lode
si rivolge a Te,
 unico Creatore!
 
Grazie o Padre
per ogni uomo:
non hai voluto che fossimo
schiavi ma figli
donandoci la libertà
 di accogliere o rifiutare
il Tuo amore.
 
Grazie o Padre
per la Tua sollecitudine
attenta e fedele che non lascia al caso la nostra vita
ma veglia su di noi
ogni istante.
 
Grazie o Padre
per averci donato
il Tuo Figlio Gesù,
che per amore
ha donato la Sua vita
per la nostra redenzione.
 
Grazie o Padre
per aver creato ogni persona
a Tua immagine:
nell'intelligenza,
nella capacità di creare
ma soprattutto
hai donato ad ogni uomo
la forza di Amare.
 
Grazie o Padre.
 
© Abbazia Madonna della Scala  
Vangelo

   

Settimana  dal  05 Settembre al 11 Settembre 2010

 

 

 

XXIII° DOMENICA  05 Settembre 2010 dal Vangelo di Luca Cap. 14, 25--33

“Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.”
 

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

 


 

MEDITAZIONE  DI  PADRE  ANTONIO  CASSANO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33)

 

• Lo Spirito Santo continua a condurci nella conoscenza di Gesù, di quello che fece e insegnò. Come quella volta che una numerosa folla seguiva il Maestro ed egli prese la parola per chiarire secondo quali termini desiderava essere seguito:

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 

Le parole di Gesù sono forti, esigenti, forse addirittura assurde. Come può chiedere di essere amato più di quanto amiamo i nostri genitori o perfino noi stessi?

 

•• Gesù, per chiarire cosa vuol dire, invita a riflettere su due possibili situazioni. La prima:

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. 

La riflessione a cui invita Gesù è ovvia, dettata dal buon senso. Chi di noi, infatti, prima di dare inizio a qualcosa non si accerta di avere tutto quanto è necessario per portarla a termine ed evitare così anche di essere preso in giro perché ha iniziato ma non ha finito?

Il secondo esempio:

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 

La situazione è simile alla prima: qui il re, rendendosi conto della sproporzione delle forze in campo trova più saggio evitare lo scontro e trovare un accordo con l’avversario piuttosto che provare a combatterlo e venire certamente sconfitto.

Allo stesso modo: chi di noi non evita di affrontare di petto una situazione poiché ha la chiara percezione di non avere le forze oggettive in quel momento per fronteggiarla e, quindi, preferisce patteggiare provvisoriamente in vista di una condizione migliore in seguito?

Alla luce di questi esempi appare chiaro quanto Gesù poco prima aveva affermato.

 

••• Seguire Gesù significa condividerne gli ideali, accogliere il suo modo di vedere e interpretare la vita, guardare a lui come a un esempio da seguire.

Ora, potrà accadere lungo la strada della nostra vita di incontrare situazioni o persone davanti alle quali agire o parlare, come ha parlato e agito Cristo, significa suscitare incomprensione, ostacolo, se non addirittura rifiuto. In quel momento scopriamo quanto gli insegnamenti di Gesù, il suo modo di parlare e vivere sono avversati o almeno disapprovati, mentre noi lo abbiamo amato e condiviso. In quel momento occorre scegliere da che parte stiamo, chi veramente amiamo, chi è il nostro maestro di vita, chi abbiamo deciso di seguire veramente.

 


 

Lunedì  06 Settembre 2010 dal Vangelo di Luca  6, 6--11

Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato..”
 
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
 

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

 
 

Martedì 07 Settembre 2010 dal Vangelo di Luca Cap. 6, 12--19

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli!”

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
 
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

 


 

Mercoledì  08 Settembre 2010 dal Vangelo di  Matteo Cap. 1, 1—16.  18--23

“Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
 
Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >
 

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi
.

 

      


 

Giovedì 09 Settembre 2010  dal Vangelo di Luca Cap. 6, 27—38

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.”
 
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
 

 

Venerdì  10 Settembre 2010  dal Vangelo di Luca Cap. 6, 39--42

Può forse un cieco guidare un altro cieco?”
 
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

 


 

 

Sabato 11 Settembre 2010 dal Vangelo di Luca Cap. 06, 43--49

Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?”
 
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

 


 


 

 

Abbazia Madonna della Scala 2008 - Tutti i diritti riservati. - info@abbazialascala.it- Privacy