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domenica 5 settembre 2010

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GRAZIE  PADRE
 
Grazie o Padre
per la natura,
quando contempliamo
le meraviglie del mondo,
la nostra lode
si rivolge a Te,
 unico Creatore!
 
Grazie o Padre
per ogni uomo:
non hai voluto che fossimo
schiavi ma figli
donandoci la libertà
 di accogliere o rifiutare
il Tuo amore.
 
Grazie o Padre
per la Tua sollecitudine
attenta e fedele che non lascia al caso la nostra vita
ma veglia su di noi
ogni istante.
 
Grazie o Padre
per averci donato
il Tuo Figlio Gesù,
che per amore
ha donato la Sua vita
per la nostra redenzione.
 
Grazie o Padre
per aver creato ogni persona
a Tua immagine:
nell'intelligenza,
nella capacità di creare
ma soprattutto
hai donato ad ogni uomo
la forza di Amare.
 
Grazie o Padre.
 
© Abbazia Madonna della Scala  
Le risposte del Signore e dei Padri

LE RISPOSTE DEL SIGNORE.
Leggi la Parola di Dio: illuminerà il tuo cammino.

Sei triste e angosciato?
La cattiveria del mondo ti fa paura?
Hai peccato?
Ti fa paura l’avvenire?
Ti senti in pericolo?
Ti senti ipocrita?
Il Signore ti sembra lontano?
Ti assale il dubbio
Provi la tentazione
Sei disgustato dalla vita?
Ti senti fragile e debole?
Ti stai chiedendo perché la fede?
Sei sull’orlo della disperazione?
Non hai più il coraggio per affrontare la vita?
Ti sembra che il diavolo sia più forte di Dio?
Non ne puoi proprio più?
Stai per metterti in viaggio?
Non riesci più a sopportarti?
La tua preghiera è molto egoista?
Hai l’impressione di pregare nel vuoto?
Sei in crisi?
Sei impaziente?
Ti senti solo?
Sei malato?
Vuoi sapere ciò che Dio attende da te?
Hai bisogno di pace?
Non sai come ringraziare il Signore?


 XXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

 

 La vera umiltà

 

Dal «Discorso sull’Annunciazione del Signore» di sant’Elredo, abate.

 

In verità, fratelli, non ci può essere in noi vera umiltà se non è alimentata da un timore salutare, né obbedienza se non è resa soave dallo spirito di pietà, né giustizia se non è sorretta dalla scienza dello Spirito, né pazienza se non è sostenuta dallo spirito di fortezza, né misericordia se non è illuminata dal consiglio, né purezza di cuore se non è custodita dall’intelligenza delle cose celesti, né carità se non è vivificata dalla sapienza che è il gusto delle cose di Dio.

Tutto questo si trova nella sua pienezza solo in Cristo, nel quale è tutto il bene e non in parte. Egli manifestò l’umiltà nella sua nascita perché «spoglio se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini apparve in forma umana» (Fil 2,7).

Nella sottomissione ai genitori mostrò l’obbedienza quando, abbandonando ciò che gli stava a cuore, «tornò a Nazaret e stava loro sottomesso» (Lc 2,51). Nella sua dottrina poi non trascurò la giustizia dicendo: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio» (Lc 20,25).

Nella passione soprattutto mostrò in modo eminente la pazienza, offrendo il dorso ai flagelli, il volto agli sputi, il capo alle spine, la mano alla canna; e in tutte queste cose, come disse il profeta: «non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce» (Is 42,2), perché «era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is 53,7). I ciechi poi cui rese la vista, i lebbrosi che risanò, i morti da lui risuscitati, e particolarmente l’adultera da lui perdonata, la meretrice pentita che egli accolse, il paralitico a cui rimise i peccati: tutti questi sperimentarono la sua misericordia.

Ma poiché non c’è maggior prova di carità dell’amore verso i nemici, del bene che si fa a chi ci odia e dell’aiuto che offriamo a coloro che ci calunniano, possiamo misurare il suo amore da quelle parole che proferì morente sulla croce quando pregò per i suoi stessi uccisori: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,24).

Perciò, fratelli, lo Spirito Santo ha infuso nel nostro cuore il suo timore: affinché meditandolo continuamente come masticando un cibo salutare, la nostra umiltà interiore si irrobustisca; preghiamolo perché ne rivesta anche il nostro comportamento esterno, ma facciamo in modo di non compiere il bene appena per essere visti dagli uomini.




“Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” (Mt 11,28)

Se sei giovane, e senti in te il profondo desiderio:

– di consacrarti alla vita monastica benedettina nella “ricerca di Dio”, nella consegna fiduciosa alla forza del suo Spirito e “senza nulla anteporre all’amore  del Cristo” (RB 4,21)

– di abbracciare nella preghiera tutti gli uomini e il cosmo intero

– di scoprire le profondità della dimensione del silenzio

– di intessere il laborioso e gioioso dialogo della carità nell’umile servizio ai fratelli, nell’ascolto e nello studio assiduo della Parola di Dio, e nel lavoro quotidiano allora, contatta il monaco:

Padre Maestro
Abbazia Madonna della Scala
Zona B 58
70015 NOCI (BA)

Oppure via e-mail all'indirizzo abate@abbazialascala.it
 
Nel frattempo se vuoi ascolta il Suscipe di Pietro Bonifacio Carparelli obl-osb
                                                                ( webmaster abbazialascala.it )
 
 



 

 

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