VITA MONASTICA E MONDO DIGITALE
a cura di Pietro Bonifacio Carparelli obl--osb
( webmaster abbazialascala.it )
Sembrerebbe una contraddizione nonché una sfida impercorribile, ma in realtà si tratta di un connubio di identità fortemente amalgamate tra loro sia nei contenuti che nelle espressioni che le contraddistinguono.
Vita Monastica e mondo digitale:
- Vita monastica, vita di silenzio e di preghiera per l’umanità da cui il monaco si distacca per isolarsi nel recinto monastico dove vive la sua vita alla continua ricerca di Dio.
- Mondo digitale così pieno di attività in outsourcing che distaccano le persone in luoghi diversi pur mantenendo attivi e correnti i rapporti, ma senza la presenza fisica che per tanti anni ha contraddistinto l’evolversi delle relazioni sociali e professionali nell’era moderna.
Ebbene la capacità di realizzare attività a distanza tipico del mondo digitale e del web, la capacità di essere presente in tempo reale indipendentemente dall’ubicazione fisica, rappresenta una realtà pienamente speculare a quella della vita monastica, che pur essendo distaccata dal “mondo esterno” mantiene con esso relazioni in tempo reale con la preghiera perseverante della liturgia delle ore che unisce il monaco attraverso lo Spirito con “Cristo a cui nulla antepone”.
Questo gioco di realtà astratte ma presenti ….veloci ma invisibili……pensieri, parole che si trasmettono da mente a mente …….da cuore a cuore senza sfiorare minimamente la tangibilità del tatto, rappresentano il forte potenziale che esprime lo Spirito di Dio: "essere presente ovunque col cuore".
La convergenza tra voce, dati e multimedia ( tipica di internet ) è la stessa integrazione dettata dalla preghiera liturgica in cui “voce e mente si accordano nel ritmo della lode”, che attraverso lo Spirito si ricongiunge a Dio così come i contenuti del web in www.abbazialascala.it si ricongiungono col mondo intero in cui chiunque potrà da domani vivere in tempo reale, emozioni e sentimenti che diversamente avrebbe potuto provare solo recandosi in monastero di persona.
Da oggi i canali di trasmissione a banda larga o tradizionali unitamente all’integrazione di "voce, dati e multimedia" consentirà ai navigatori di relazionarsi on line con:
1. le riflessioni maturate dal pensiero dei padri riportati nelle meditazioni e nelle newsletters 2. i messaggi del Signore racchiusi nei salmi riportati nell’area relativa all’ufficiatura
3. la verità della Parola espressa nel Vangelo del giorno da cui prendere esempio di vita quotidiana
4. le risposte del Signore che costituiscono un sicuro aiuto nelle comuni situazioni di vita personale
5. il canto degli inni riportati nella sezione links del Canto Gregoriano che permetterà ad ognuno dei navigatori on line di volare sulle ali delle note vespertine in cui apprezzerà la dolcezza dei canti che scandiscono i vari periodi liturgici del Natale, Quaresima, Pasqua, Pentecoste e così via.
In definitiva una finestra online del monastero sempre aperta a chiunque voglia relazionarsi con la realtà monastica nell’intento di migliorarsi attraverso il cammino ascetico che da oggi si svilupperà anche attraverso i gradini dei links in quella stessa "scala" dove............
"con l’orgoglio si scende e con l’umiltà si sale”.
“Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” (Mt 11,28)
poichè dice il Signore:
"Cieli e terra passeranno.........le mie parole non passeranno"
Pietro Bonifacio Carparelli
Webmaster Abbazialascala.it

Riportiamo di eguito le fasi della cerimonia di Oblazione al Monastero di Pietro Bonifacio
Espressione della Promessa di Oblazione Firma della pergamena
Accoglienza della Promessa da parte della Comunità "Espressione del Suscipe"
TESTIMONIANZA DI DON VITO GOFFREDO
Una vita alternativa
“Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del maestro”. Queste sono le invitanti parole con cui inizia la Regola di san Benedetto da Norcia (480 - 547 ca.), Padre del monachesimo occidentale. La mia vorrebbe essere una semplice condivisione riguardo al genere di vita che ho voluto abbracciare e che, con l’aiuto di Dio (cf. Regola di Benedetto = RB Prol 4. 41), desidero portare avanti sino alla fine dei miei giorni.
Quelle della Regola sono parole audaci, rare per i nostri giorni in cui si dà più spazio alle tante e confuse voci del mondo che non all’unica voce degna di ascolto: la voce di Gesù, che nonostante tutto risuona ancora nel cuore degli uomini. Per poter davvero ascoltare, ci vuolesilenzio. Oggi, c’è urgente bisogno di silenzio. Si è talmente poco abituati al silenzio e alla solitudine che si ha paura di essi. Però per pensare e ricercare, per rispondere alle domande più profonde che ci abitano (Che senso ha la vita? Chi sono gli altri per me? Da dove vengo? Dove vado?) occorre che ci sia silenzio. Il silenzio come maniera per trovare la pace, la calma, per non finire nella barbarie, che si vede dove abbondano le c…hiacchiere e il rumore.
Il termine “monaco” deriva dal greco monachòs, che a sua volta viene da mònos, solo, unico. Questo ci richiama la necessaria unità interiore (ossia “nulla anteporre all’amore di Cristo”, RB 4, 21) che dovrebbe caratterizzare la personalità di donne e uomini che decidono di “spendere” la propria umanità in modo del tutto speciale, alternativo.
Gli antichi Padri del deserto, al giovane che desiderava condividere il loro stile di vita, rivolgevano l’esortazione a vivere ogni giorno come se fosse sempre il primo, caratterizzato dall’entusiasmo e dalla novità che il giovane stesso porta con sé. Per Benedetto, colui che vuole diventare monaco deve avere un requisito fondamentale: deve mostrare di cercare veramente Dio (RB 58, 7). Ma la ricerca di Dio è facilitata dalla vita comunitaria: un amore generoso a Dio e ai fratelli, sintesi del cristianesimo (Mt 22, 37-39), è il fondamento della vita in monastero. La ricerca continua di Dio dà l’idea di una vita in cammino, anzi di una corsa (alla faccia del voto di stabilità) in cui il cuore si dilata nell’amore (RB Prol 49). Ancora, rifacendosi al Salmo 100, Bernardo di Chiaravalle diceva a un giovane che voleva farsi monaco: “Non è un peso, ma un onore servire il Signore nella letizia” (Ep. 412).
Anche la preghiera personale e comunitaria è uno strumento importante per incontrare Dio e per stabilire l’unità della comunità. Il quotidiano rapporto con la Parola di Dio, letta e meditata nel silenzio tramite la pratica della lectio divina, è come una lampada sul nostro cammino (Sal 119, 105), è come respirare a pieni polmoni in cima a una montagna. La preghiera d’intercessione è il modo in cui i monaci si rendono presenti alle necessità della Chiesa e del mondo, facendo proprie le speranze e gli affanni degli uomini. Una preghiera particolare va naturalmente ai sacerdoti (specialmente della nostra diocesi): essere preti oggi è un impegno esigente, arduo, anche se è un’avventura affascinante!
Altrettanto importante è il lavoro manuale e intellettuale, che è un modo per collaborare all’opera creatrice di Dio e che si traduce in diverse arti: lavoro dei campi, restauro di libri antichi, falegnameria, accoglienza, studio, predicazione e direzione spirituale.
Insomma, inteso così il monastero diventa il luogo dove sotto la guida dell’abate, padre della comunità, e insieme ai fratelli, i singoli monaci praticano le virtù umane e cristiane. La vita monastica è un modo di testimoniare la verità e la bellezza di Cristo. La Regola scritta da Benedetto traccia una strada, è una proposta di vita evangelica e ogni monaco si sforza di viverla nel modo più coerente possibile. Questi monaci che agli occhi di molti possono sembrare sconosciuti, inaccessibili, hanno però un cuore appassionato per Cristo e per il Suo Evangelo, un cuore appassionato per questo nostro mondo in cui Cristo stesso ama abitare.
Concludo con alcune parole di don Tonino Bello indirizzate ai seminaristi ma che senz’altro possono applicarsi ai monaci: “Pochi intuivano che sotto la tunica di ognuno di quei ragazzi battesse un cuore con tutti i problemi propri dell’età: l’amore, l’attesa, la paura, la speranza…I più riuscivano a scorgere i tumulti nascosti in quei petti, allenati allo scavo interiore, che la diuturna consuetudine con Dio rendeva disponibili alla rinuncia e capaci di progetti sovraumani” (Lettera agli alunni del Seminario Regionale, Molfetta – 21 gennaio 1990).
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Espressione della promessa
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Don Vito Goffredo nei primi minuti di vita Monastica Temporanea |
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La prima comunione con l'abito monastico di Don Vito Goffredo |
Lo sguardo fiducioso del giovane alla Vita Monastica | |