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Dal 1970 il monastero fu completato con la costruzione della sua ultima ala che comprende gli ambienti per l'accoglienza degli ospiti.
Le distese di terra circostanti il monastero sono adibite a boschi e a campi coltivati a semina o a uliveto e mandorleto. Sono il risultato di lunghi anni di lavoro, grazie al quale i monaci, dissodando il terreno e coltivandolo, e piantando alberi, hanno trasformato un luogo arido e brullo in un ameno giardino. In tal modo hanno testimoniato la verità delle parole “Ora et labora” che riassumono la Regola di S. Benedetto.
Lungo decenni di duro lavoro, i monaci hanno anche collaborato alla costruzione del monastero nelle sue parti murarie, portando a spalla pietre, attrezzi e ogni sorta di materiale necessario alla realizzazione di quella imponente costruzione che oggi si può apprezzare.
Salendo la collina coperta di alberi da frutta, di mandorli, di verdi olivi, e culminante in una bella pineta, si incontra un grande muraglione con le scritte:“Zona sacra – Zona di silenzio”. È un invito a gustare e a non deturpare la pace del luogo.
Sì, l’abbazia benedettina intende essere e proporsi come luogo di pace e di serenità, di preghiera e di studio, di lavoro e di contemplazione: un luogo che richiama l’attenzione ai grandi valori della vita e invita a guardare in alto, al Creatore di tutte le cose!
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"Ingresso del Monastero"
"Veduta del Portale" |