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domenica 5 settembre 2010

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GRAZIE  PADRE
 
Grazie o Padre
per la natura,
quando contempliamo
le meraviglie del mondo,
la nostra lode
si rivolge a Te,
 unico Creatore!
 
Grazie o Padre
per ogni uomo:
non hai voluto che fossimo
schiavi ma figli
donandoci la libertà
 di accogliere o rifiutare
il Tuo amore.
 
Grazie o Padre
per la Tua sollecitudine
attenta e fedele che non lascia al caso la nostra vita
ma veglia su di noi
ogni istante.
 
Grazie o Padre
per averci donato
il Tuo Figlio Gesù,
che per amore
ha donato la Sua vita
per la nostra redenzione.
 
Grazie o Padre
per aver creato ogni persona
a Tua immagine:
nell'intelligenza,
nella capacità di creare
ma soprattutto
hai donato ad ogni uomo
la forza di Amare.
 
Grazie o Padre.
 
© Abbazia Madonna della Scala  
La vita in Monastero > Vita comunitaria spirituale / La Comunità, i Monaci / Gli orari della Comunità e sante messe
Vita comunitaria spirituale

 
Ora et Labora.

La preghiera.
La preghiera è lo strumento più importante per incontrare Dio e stabilire l’unità di una comunità monastica. Essa nasce dall’ascolto della Parola di Dio, letta e meditata nel silenzio interiore, è risposta a questa Parola, effusione del cuore davanti al nostro Salvatore. La preghiera manifesta la sua capacità di fondare la comunione fraterna soprattutto nella liturgia, dove l’intera comunità si raduna per ascoltare, lodare e ringraziare il Signore.
                                                 
“La liturgia è la grande scuola di preghiera della Chiesa. Quando celebriamo la liturgia, Cristo prega in noi, il suo Santo Spirito adora e ama in noi” (T. Merton)

“Quando preghiamo, siamo noi a parlare con Dio, ma quando leggiamo la sua parola, è Dio che parla con noi” (S. Cipriano)

Nella preghiera, che riveste anche la forma dell’intercessione, i monaci sono chiamati a rendersi presenti alle necessità della Chiesa e del mondo, ricordando a Dio le angustie e le difficoltà degli uomini loro fratelli.

Il lavoro.
Nel corso della storia, nei monasteri sono stati coltivati i più disparati mestieri, dal lavoro dei campi, alle diverse attività artigianali. L’ora et labora è diventato così il motto del monachesimo benedettino. La dimensione spirituale si coniuga con quella corporale, la ricerca di Dio non solo non esclude il rapporto creativo con le realtà di questo mondo, ma lo sorregge e lo rende fecondo, dando un senso nuovo anche alla fatica che il lavoro inevitabilmente comporta.

 “Allora sono veri monaci, se si guadagnano il pane col sudore della loro fronte” (S. Benedetto)

Lo studio.
Gli antichi monaci esprimevano in modo incisivo l’importanza della lettura e dello studio nella loro vita con questo proverbio: “Claustrum sine armario quasi castrum sine armamentario” (“Un monastero senza biblioteca è come una fortezza senza arsenale”). Lo studio va ovviamente visto come mezzo per aprire la mente e il cuore a quella Verità che è Dio stesso, rivelatosi nel creato e soprattutto nel suo Figlio fatto uomo. Studio che, in certi casi, può diventare anche un vero e proprio impegno professionale. Pregare, lavorare, leggere (ora, labora et lege) – tutto vissuto in vista della ricerca di Dio – ecco in sintesi il programma della vita monastica.

La Sala consultazioni della Biblioteca

“Un monastero senza biblioteca è come una fortezza senza arsenale”
(Detto medievale)

L’accoglienza  in  Monastero.
Il monastero non è un mondo chiuso e autosufficiente. Se è vero che per i monaci non è bene uscire troppo di frequente dal loro ambiente di preghiera e di silenzio, essi però condividono volentieri la loro vita con quanti desiderano sostare in monastero per periodi di preghiera e di raccoglimento. Per S. Benedetto l’ospite dev’essere accolto come un dono della misericordia di Dio, addirittura come Cristo in persona. Nei gesti dell’ospitalità si manifesta in modo concreto l’apertura del monachesimo alla Chiesa e agli uomini tutti.

 
"Organo e coro"
 
"Laboratorio di restauro"
 
"Restauro Libri Sacri"
 
"Edizioni La Scala"
 
"Accoglienza in Villa Lenti"


 

 

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