Il Padre Abate Dom Donato Ogliari e la Comunità


  
Per S. Benedetto, colui che si presenta al  monastero per diventare monaco, deve avere un requisito fondamentale: deve mostrare di cercare veramente Dio. Senza questo desiderio non ci può essere vita monastica. Ma a Dio non si va da soli. Per questo lo stesso s. Benedetto stabilisce nella sua Regola una vita comunitaria nella quale ci si aiuti gli uni gli altri nel cammino che da questa vita conduce verso l'incontro col Padre. Dunque, l'amore a Dio e ai fratelli, sintesi della vita cristiana, è il fondamento e il senso della vita in monastero.

Tratti di Omelia del  5 Agosto 2011
Celebrazione Solenne della Madonna della Scala
Padre Abate Dom Donato Ogliari


  

Nuove esperienze di Noviziato in Monastero
Giulio e Domenico Novizi 2011

Inizio del Noviziato di Giulio e Domenico 28 Immagini

NEWS ed EVENTI

15 gennaio 2012 Professione Monastica Temporanea Don Achille 34 Immagini
15 gennaio 2012

Professione Monastica temporanea di Don Achille Trisolini
 

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WEE-END SPIRITUALE PER I LAICI

DAL VENERDI' 2 MARZO ALLE ORE 17,00
A DOMENICA 4 MARZO ALLE ORE 18,00

"ASCOLTATE COSA LO SPIRITO DICE ALLE CHIESE"

PER INFORMAZIONI P.ANTONIO

E-MAIL  
accoglienza@abbazialascala.it    


Per la cronaca del Monastero da novembre 2011 a gennaio 2012 clicca sul file in pdf  riportato di seguito

LE PAROLE DELLA NOSTRA FEDE

LE PAROLE DELLA NOSTRA FEDE - Abbazia Madonna della Scala
  


DETTI DEI PADRI E DELLE MADRI DEL DESERTO
Abba Iperchio

 
Abba Iperchio ha detto: «Vero sapiente è colui che insegna agli altri con la sua azione, non con le parole».



                                        Battesimo di Cristo


 «Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Queste sono le parole che Giovanni sul fiume Giordano rivolge alla folla parlando di Gesù. Entrambi battezzano, Giovanni con acqua, Gesù in Spirito Santo.

Cosa significa battezzare?

 

Il termine battezzare viene a noi dal greco bapti,zw (pron. baptízo) che significa ''immergo, sommergo''. Giovanni immerge nell'acqua del fiume Giordano tutti quelli che vengono da lui confessando i peccati, per poter ricevere il perdono.

 

 

Proprio perché l'acqua è l'elemento che pulisce e lava il corpo, così Giovanni la utilizza per significare la lavatura non solo del corpo ma dell'intera persona, della sua vita, da ciò che di sbagliato ha compiuto, ultimamente dai suoi peccati. Scriverà Pietro qualche tempo dopo a tale proposito:

 

Quest'acqua... non porta via la sporcizia dal corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza (1Pt 3,21).

Giovanni lavando la vita di quelle persone le fa essere nuove, rinnovate, rinate, non tanto per l'acqua in sé, ma per la loro confessione dei peccati e il proposito di rinnovarsi, di vivere una vita nuova. Infatti questo è il senso del battesimo di Giovanni, un battesimo di conversione - vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati (Mc 1,4) - dove appunto la parola conversione, nel testo greco è metanoe,w (pron. metanoéo) significa ''riconosco, muto parere, pensiero; mi ricredo, mi pento''.

Giovanni annuncerà l'arrivo di uno più forte di lui, anzi letteralmente il più forte o` ivscuro,tero,j (pron. o ischiróterós) di lui, è il più forte perché immergerà nello Spirito Santo, ossia nello stesso spirito di Dio, che è la forza stessa di Dio, avverando la profezia di Ezechiele:

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme (Ez 36,27).

In altre parole il battesimo di Giovanni è la manifestazione chiara del proposito della persona di cambiare direzione di vita, di conversione, di comportarsi in modo diverso, è un battesimo basato unicamente sullo sforzo umano. Nel battesimo che introduce Cristo, l'acqua è 'animata' dallo Spirito Santo, è l'azione potente dello Spirito Santo che attraverso l'acqua agisce insieme allo sforzo della persona affinché si realizzi il cambiamento, avvenga la rinascita. A tal proposito ecco l'esperienza di Paolo:

Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero.4Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare (At 19,1-6).

CORSO DI CANTO GREGORIANO 01--05 AGOSTO 2011


Vi riportiamo nella gallery i momenti salienti del corso di Canto Gregoriano tenutosi in Abbazia dal 01 al 05 agosto 2011.

Sequenza di immagini del corso di Canto Gregoriano in Abbazia dal 01 al 05 agosto 2011 32 Immagini

Aiutaci ad aiutare

Aiutaci ad aiutare - Abbazia Madonna della Scala

La complessa gestione e manutenzione del Monastero e l’aiuto che viene prestato ai poveri dalla Comunità monastica non riescono a reggersi unicamente sul “lavoro” di quest’ultima.

Essa ha bisogno dell’aiuto e della solidarietà di quanti le sono vicini e condividono il servizio che, con dedizione, i monaci offrono alla Chiesa e al territorio. Come aiutarli perché possano continuare ad aiutare?

 

1. Celebrazione di 1 S. Messa per vivi/defunti:  Euro 15,00.

2. Celebrazioni di 30 SS. Messe per i defunti:  Euro 500,00.

3. Offerte libere in denaro: presso la Portineria o la Sacrestia, oppure sul:

 Conto corrente bancario 102–5182, IBAN: IT76R0306741580000000005182, intestato a: Monastero Benedettini Madonna della Scala – c/o Banca Carime, Largo Garibaldi, 51, 70015 NOCI/BA);

4. Testamenti/eredità: contattare l’Economo del Monastero attraverso la Portineria.

 

NB. Le erogazioni liberali in denaro, fino a Euro 2.068,83 annuali, da parte di persone fisiche, sono detraibili dall’imposta sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art. 13bis, lett. i bis del DPR n. 917/1986).

     Le erogazioni liberali in denaro effettuate da soggetti titolari di reddito d’impresa sono invece deducibili per un importo massimo di Euro 2.068,83, ovvero del 2% del reddito d’impresa (art. 6, comma 2, c sexies del DPR n. 917/1986).

     La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite Banca o Ufficio postale.

 

 

GRAZIE PER QUANTO VORRETE E POTRETE FARE.

IL SIGNORE VI BENEDICA E VI RICOMPENSI